Serie di disegni a carboncino su carta 2022
In Anelito, il gesto si fa respiro.
Ogni segno tracciato sulla carta con il carboncino nasce da un impulso interiore, un moto sottile dell’essere che affiora per un istante e subito tende a dissolversi. La materia stessa – fragile, effimera, disposta a svanire – riflette il cuore profondo del lavoro: un desiderio che cerca forma senza mai fissarsi, un respiro che tocca e si ritrae.
I corpi, le figure, le presenze, si fondono con l’ambiente circostante in una continua osmosi: non sono rappresentazioni, ma impressioni incarnate, intuizioni grafiche. Nulla è definito, eppure tutto è evocato. Le linee sfumano, si confondono, come se il soggetto fosse visto attraverso una nebbia interiore. In questo spazio rarefatto, l’esterno e l’interno dialogano: ciò che l’artista percepisce, ciò che ricorda, ciò che sente, si riversa sul foglio come un sospiro visivo.
Il titolo, Anelito, deriva dal latino anhelitus: respiro breve, ansimante, ma anche tensione verso, sospirata aspirazione. È il cuore stesso del processo creativo: un atto fragile, vitale, mai compiuto del tutto.
In questo ciclo, il disegno non è prodotto finale ma traccia di un passaggio, eco di un momento, segno dell’impermanenza. Come un ricordo che scolora, o una scintilla che si spegne, il gesto resta, ma già si allontana.










