Autore: Annalinda Maso

  • La Femminella, V ediz. del Libro d’artista- Circuiti Dinamici Milano Nov.’25

    Il cammino della “Femminella”, luogo liminale a metà tra il ricordo e l’oblio, tra il gesto quotidiano e il rito, giungerà a Milano per la V’edizione del libro d’artista a cura di Circuiti Dinamici. https://www.circuitidinamici.it/2025/11/06/libro-artista-5-edizione/

    L’esposizione collettiva è dedicata alla sperimentazione tra parola e immagine, materia e pensiero.

     

    Camminare con il peso dei panni in testa, la brocca di rame per l’acqua richiede concentrazione. Lo sforzo di tenere in equilibrio il cesto in testa impone rigidità del collo, schiena dritta, mento proteso in avanti, sguardo dritto. Si assume una posizione del volto fiera, come da regina (Marianna lavandaia, testimone orale)

     

    Verrà proiettato il video “la Femminella” con la voce narrante della testimone orale Maddalena.La ricostruzione dei percorsi è avvenuta attraverso la condivisione di racconti e memoria delle signore, testimoni di quel passato. Con l’utilizzo della mappa del paese, assieme hanno tracciato dei segni con la matita, una camminata surrogata, arricchita da aneddoti e ricordi, correlata da qualche foto ingiallita.

    A questi racconti, che si ripetono come echi lontani, si intreccia la musica sacra di “Tota Pulchra Es, Amica Mea” di Giovanni Pierluigi da Palestrina, che avvolge lo spazio e lo trasforma in qualcosa di sacro. L’acqua che un tempo scorreva lascia ora spazio alle parole, alla memoria, a una presenza che non si spegne.”
    La finalità principale del progetto è tracciare una mappa affettiva del luogo, ridisegnando gli spazi come mondi interiori, tracciare una mappa affettiva del luogo, ridisegnando gli spazi come mondi interiori. L’elaborato multimediale documenta una camminata dalla mia abitazione al lavatoio, con un cesto pesante colmo di panni, seguendo il tracciato disegnato e raccontato dalle testimoni.

    La mostra raccoglie libri-oggetto, opere ibride e narrazioni visive che esplorano il confine tra testo e gesto creativo, offrendo uno sguardo plurale sulla ricerca contemporanea.

    Un invito a sfogliare l’arte come esperienza sensibile, pagina dopo pagina.

    La materia del libro diventa voce autonoma, laddove carte, tessuti, legni, metalli o plastiche si trasfigurano in pagine, copertine o strutture cariche di significato.

    La soglia tra parola e silenzio, immagine e materia, si fa sottile, invitando lo spettatore a un incontro intimo e collettivo con l’opera. In ogni gesto di consultazione il convenzionale si dissolve e la lettura diventa un evento performativo in cui il supporto si anima.

    L’esperienza del visitatore muta, non si tratta più di sfogliare pagine tradizionali, bensì di entrare in piccoli mondi. È questa, forse, la magia di ogni opera proposta, ovvero far vibrare il materico per accendere nuovi pensieri, confermando il libro come soglia tra ciò che conosciamo e l’inesplorato.

    [abstract testo critico Sonia Patrizia Catena]

  • OPERA CON VISTA giugno ’25

    MUSEO Diocesano Terni

    “Ritratto” Annalinda Maso Litografia 2023

    Riflessioni sulla memoria e sull’anima umana

    Triennale dell’immagine

  • Due giorni con Zehra Dogan

    AVREMO ANCHE GIORNI MIGLIORI

    L’Accademia di Belle Arti di Roma ha ospitato l’artista curda Zehra Dogan a tenere un workshop di due giorni. Organizzato dal professore di Estetica Anselm Jappe, con la collaborazione di Aurora Segafredo. L’artista Zehra il primo giorno ha tenuto una lectio magistralis, mentre nella seconda giornata si è svolta la parte pratica assieme agli studenti.L’artista ha lasciato ampio spazio alla creatività di ognuno. Il tema centrale è quello della percezione del proprio corpo, l’identità, il concetto di possesso e di oppressione Tutti temi che l’artista ha provato e rappresentato durante gli anni di prigionia.

    Con il suo linguaggio artistico diretto, fatto di disegni, dipinti, performance, video, istallazioni, articoli di giornale, Zehra ha portato l’esperienza personale, di privazione , di prigionia, di sofferenza su un piano collettivo. 

    Artista ed attivista nata in Turchia, Zehra si definisce curda, è stata arrestata ed imprigionata nel 2016 per via del dissenso politico espresso attraverso le sue opere.

    Zehra Dogan si è laureata al Accademia di Belle Arti di Dicle ed è co-fondatrice di JINHA, la prima agenzia di stampa tutta femminile.

    In questi anni l’artista ha ricevuto diversi premi, tra cui Premio Ipazia dell’Eccellenza al Femminile Sezione Internazionale (2020), Primo Premio Carol Rama (2020), l’Exceptional Courage in Journalism Award dalla May Chidiac Foundation (2019), il Freedom of Expression Award nella categoria Arte dall’Index on Censorship (2019), il Courage in Journalism Award dall’International Women’s Media Foundation (2018), il Rebellion’s Artist in the World Prize (2017), il Freethinker Prize dall’Associazione Svizzera dei liberi pensatori “Frei Denken” (2017) e il Metin Göktepe Journalism Award (2015)