Dal 6 al 16 giugno 2025 al Museo Diocesano, opere di artisti provenienti da dodici nazioni, focus su mondi immaginari e riflessioni sulla memoria e sull’anima umana. Le opere si inseriscono in un contesto concettuale in cui l’arte viene esplorata nel suo doppio significato di “farmaco” (medicina e veleno), capace di curare ma anche di ferire per portare a una pace autentica
L’Accademia di Belle Arti di Roma ha ospitato l’artista curda Zehra Dogan a tenere un workshop di due giorni. Organizzato dal professore di Estetica Anselm Jappe, con la collaborazione di Aurora Segafredo. L’artista Zehra il primo giorno ha tenuto una lectio magistralis, mentre nella seconda giornata si è svolta la parte pratica assieme agli studenti.L’artista ha lasciato ampio spazio alla creatività di ognuno. Il tema centrale è quello della percezione del proprio corpo, l’identità, il concetto di possesso e di oppressione Tutti temi che l’artista ha provato e rappresentato durante gli anni di prigionia.
Con il suo linguaggio artistico diretto, fatto di disegni, dipinti, performance, video, istallazioni, articoli di giornale, Zehra ha portato l’esperienza personale, di privazione , di prigionia, di sofferenza su un piano collettivo.
Artista ed attivista nata in Turchia, Zehra si definisce curda, è stata arrestata ed imprigionata nel 2016 per via del dissenso politico espresso attraverso le sue opere.
Zehra Dogan si è laureata al Accademia di Belle Arti di Dicle ed è co-fondatrice di JINHA, la prima agenzia di stampa tutta femminile.
In questi anni l’artista ha ricevuto diversi premi, tra cui Premio Ipazia dell’Eccellenza al Femminile Sezione Internazionale (2020), Primo Premio Carol Rama (2020), l’Exceptional Courage in Journalism Award dalla May Chidiac Foundation (2019), il Freedom of Expression Award nella categoria Arte dall’Index on Censorship (2019), il Courage in Journalism Award dall’International Women’s Media Foundation (2018), il Rebellion’s Artist in the World Prize (2017), il Freethinker Prize dall’Associazione Svizzera dei liberi pensatori “Frei Denken” (2017) e il Metin Göktepe Journalism Award (2015)